Kali arnis eskrima

IL CUORE DI UN’ARTE MARZIALE

Il Kali (conosciuto anche come Arnis de Mano ed Eskrima) (è il termine che) identifica il patrimonio marziale originario dell’arcipelago delle Filippine (un grande arcipelago costituito da numerose isole abitate, e quindi caratterizzato da altrettanti stili familiari), e (che) subendo influenze dalle culture marziali vicine, quali l’Indonesiana e la Cinese, e dalla dominazione spagnola, si è poi evoluto fino a diventare un sistema di combattimento efficace e completo con un’enfasi marcata sull’uso di armi quali bastoni e lame in genere, ma nel contempo estremamente duttile per quel che riguarda le mani nude ed il corpo a corpo.
E’ una disciplina dalle antiche origini, e la sua scoperta da parte del mondo occidentale risale all’epoca dei conquistadores spagnoli, che testarono sulla loro pelle l’efficacia di questa sconosciuta pratica da combattimento: un nome su tutti, quello del viaggiatore Magellano, secondo la nostra tradizione uno scopritore di nuove terre, secondo i Filippini un pirata straniero, ucciso dall’eroe locale Lapu Lapu , al quale è dedicata oggi una statua commemorativa.

Tavola dei principali stili di Arnis / Kali / Escrima

Abanico
Abanico de sunkite
Abecedario
Abierta
Arku tai pa Arnis
Arfephil Arnis
Arnis Escorpizio
Arnis Fernandes
Arnis Koredas Obra Mano
Arnis Lanada
Armis Sidula
Arnis Tapado
Balintawak Eskrima
Balintawak Arnis Cuentada
Balintawak Super Cuentada
Balintawak Teovel Arnis
Balsakan
Bantagueno Serrada
Bayson style
Bdu style
Bicolano Arnis
Binas dynamic arnis
Black Eagle Arnis
Bohol Arnis
Bultong
Cadena de Mano
Cebuano
Cinco Tiros Arnis
De Campo escrima
De Pluma Arnis
De Querdas Eskrima

Derobio Eskrima
DisalonDoblete rapillon
Doce Pares
Dos Manos
Doublecado
Eskrido
Etalanio
Excalibur system
Fondo Puerta
Giron Arnis
Hagibis
Herada Bantaqueno
Hinaplos arnis
Kuntao
Illongo
Illustrissimo Kali
Ilocano
Inayan Eskrima
Indagan Escrima
Inosanto / Lacoste Kali
Lameco Eskrima
Lapunti Arnis de Abanico
Larga Mano
Largada Pesada
Largusa/Villabrille kali
Lastico
Latosa Escrima
Lastra arnis
Lightning Scientific Arnis
Literada
Mena arnis

Modern Arnis
Modern mano-mano
Moderno largos
Numerado
Pampango
Pananandata Marinas
Pekiti Tirsia Kali
Precia Punialada
Rapid Arnis
Redondo
Repeticion
Retirada
Rizal Arnis
Sayoc Kali
Serrada Eskrima
Siete Pares Arnis
Simaron
Sinayoup kali
Sulite style
Sumbrada
Sumkeate
Talahib
Tapado
Taosug
Tendencia arnis/hilot
Tobosa kali escrima
Toledo
Trisello
Vee Arnis
Waray
Warrior Eskrima

In particolare tra gli stili più conosciuti:

  • Kali – Inosanto/Lacoste
    è il metodo che sintetizza la monumentale esperienza di Guro Dan Inosanto, e si basa sull’insegnamento di oltre 25 maestri filippini residenti negli USA e provenienti dalle Filippine, in particolare John ‘Janito’ La Coste di cui rappresenta l’erede, e Floro Villabrille una vera leggenda del Kali emigrato nelle isole Hawaii
  • Kali Villabrile/Largusa
    Ha come massimo esponente Ben Largura, il discepolo più autorevole di Villabrille che ha grande seguito negli USA. Il Guro Villabrille è rimasto una leggenda della disciplina per essere (rimasto) uno degli ultimi combattenti negli incontri svolti(si) nelle Filippine e nelle Hawaii con uso di bastoni e senza regole, proibiti alla fine degli anni 40.
  • Arnis-Escrima Giron
    Ha come caposcuola Leo Giron, veterano della 2° guerra mondiale che quindi ha avuto modo di tentare ‘sul campo’ il suo background marziale. Nella sua scuola in California è rappresentata l’esperienza di una ventina di stili di combattimento, tra cui il più conosciuto è il Larga Mano.
  • Esprima Doce Pares
    Anch’esso frutto dell’esperienza di svariati stili , ha la particolarità di aver integrato azioni circolari e rotatorie. Al giorno d’oggi questa scuola è rappresentata dalla famiglia Canete che porta avanti la tradizione a Cebu (Filippine)
  • Arnis Balintawak
    Stile tra i più popolari, sviluppatosi nel centro delle Filippine e basato sull’uso del bastone singolo e sul lavoro a mani nude, enfatizza la corta distanza e ispira(tore) (di) sistemi come il Serrada Escrima, Escrima Latosa e Modern Arnis.
  • Escrima – Serrada
    Conosciuto oltreoceano grazie al suo massimo esponente Angel Cabales, primo filippino ad aver aperto una scuola di Kali negli Usa.
  • Kali Pekiti-Tirsia
    Creato da Leo T. Gaje jr,nato dall’esperienza del nonno C. Tortal fuso con l’esperienza di svariati maestri della zona visaya. Estremamente versatile nella corta distanza, sofisticato, efficace e funzionale nell’utilizzo delle armi da taglio (coltello, spada e daga), si è sviluppato negli USA e nelle Filippine (Negros occidentale).
  • Kali Illustrissimo
    E’ nato dall’evoluzione tecnica di A. Tatang Illustrissimo che ha fuso lo stile di famiglia con le scuole musulmane a Mindanao nel sud Filippine. L’efficacia del suo sistema, caratterizzata dall’uso estremamente diretto ed essenziale, è stata confermata da sfide all’ultimo sangue che hanno costellato la vita del maestro.
  • Modern Arnis
    Remy Presas, deceduto quest’estate, era forse il più celebre dei maestri, innanzi tutto perché ha esportato l’arte del Kali negli Stati Uniti, poi perché ha compiuto un grande lavoro di razionalizzazione dell’apprendimento, chiamando il modus operandi modern arnis, e infine perché ha stabilito delle basi per un sport competitivo spettacolare, atletico e divertente con regole semplici e precise. Grazie a lui, inoltre, il Kali ha ottenuto un riconoscimento ufficiale nelle Filippine, come parte del patrimonio pre-ispanico dell’arcipelago presso il Ministero del Turismo, ed è stato inclusa come forma sportiva nelle scuole medie e nei licei del paese.

Che armi usa il Kali?

Il Kali è un sistema di combattimento basato su concetti e movimenti che si possono applicare a qualsiasi arma da taglio e oggetto contundente. Storicamente si sono sviluppate le tecniche con bastoni di rattan e altri tipi di legni, flessibili ma robusti, e con armi bianche tipo machete, per poi raffinarsi all’uso del coltello vero e proprio. A seconda dello stile praticato variano le dimensioni e le tipologie delle armi impiegate. Ad esempio, nell’Arnis Koredas Obra Mano si predilige il bastone (a maneggio singolo o doppio) corto, di circa 55 cm di lunghezza.
Ecco ora un elenco, a grandi linee, dei settori più comuni tra i diversi stili e sistemi di Kali Escrima:

  • Olisi : il bastone singolo, l’arma più comune in tutte le autentiche scuole di Kali; è in rattan (giunco indurito con il fuoco) di cui lunghezza e diametro variano a seconda dello stile o del sistema praticato; in conseguenza, cambia la quantità e la traiettoria dei colpi; in linea di massima possiamo affermare che la maggior parte delle scuole adotta bastoni lunghi dai 60 ai 70 cm, del diametro che oscilla tra i 2 e i 3 cm.
  • Double Olisi , l’utilizzo di due rattan contemporaneamente; di grande aiuto per aumentare velocità e coordinazione, prevede principalmente l’allenamento con un compagno, al fine di affinare al meglio le capacità di reazione.
  • Pugnale: a doppio taglio e generalmente di lunghezza che non supera i 30 cm; è un ulteriore esercizio di sensibilità, ad un livello più avanzato, che induce il praticante a mutare notevolmente la distanza di combattimento rispetto all’olisi o al sinawali , pur mantenendone immutati i principi di base.
  • Espada y Daga : bastone e pugnale insieme, è la parte più affascinante e anche più articolata del combattimento armato del Kali, quindi della tecnica “Spada e Daga”. In Spagna rimarrà in voga (anche nei duelli) fino alla metà del XVIII secolo. Col trascorrere del tempo è avvenuta questa mutazione d’arma, che ha apportato nuove traiettorie di attacco e di difesa rispetto alla versione originaria.
  • Sikaran : ‘arte del calciare’; si intendono per sikaran tutte quelle tecniche ‘di piede’ che possono essere effettuate anche impugnando un’arma, quindi a media e bassa altezza e generalmente a media e corta distanza.
  • Panantukan : il pugilato filippino, in cui le tecniche, le strategie e gli spostamenti derivano dal combattimento con il pugnale; oltre a colpi di pugno prevede anche attacchi con altre parti del corpo, come gomiti, spalle, avambracci e punta delle dita.
  • Hubud Lubud: “legare e slegare”, è l’area che Bruce Lee definirà “trapping”, l’intrappolamento. Questo particolare tipo di pratica similare è in altre discipline, tra cui Silat, Wing Chun Kung Fu e Tai Chi Chuan, sviluppa la sensibilità, inducendo gli allievi che lo praticano (l’esecuzione infatti può essere fatta solo in coppia) all’armonia dell’azione con il compagno, creando una sorta di movimento continuo e concatenato (non per niente l’hubud lubud è stato definito dagli spagnoli “Cadena de Mano”)
  • Dumog : l’area del corpo a corpo, il ‘grappling’; è basato sullo studio delle leve articolari, delle proiezioni, della manipolazione delle aree sensibili e delle immobilizzazioni; ’Agaw patid buno’ comprende la lotta in piedi, tecniche di sbilanciamento, proiezioni e tecniche di torsione del collo per proiettare a terra l’avversario. Il ‘Musang dumog’. è l’arte di combattimento a terra, e contempla leve, strangolamenti e colpi per sottomettere l’avversario. Questi due sistemi sviluppatisi prevalentemente nel nord delle Filippine possono essere fusi o studiati separatamente.

Come viene insegnato il Kali?

Il Kali è un’arte marziale che veniva (ed è tutt’ora, in alcune isole delle Filippine) insegnata all’interno della famiglia. In ciascun villaggio filippino vi era almeno una famiglia che manteneva un suo stile particolare di combattimento i cui segreti erano gelosamente custoditi. Attualmente l’inserimento delle comunità filippine in occidente ha fatto sì che certi maestri, per guadagnarsi da vivere, abbiano iniziato ad insegnare anche agli ‘stranieri’. Il metodo d’insegnamento varia da maestro a maestro, ma in generale l’intento è di sviluppare al massimo la capacità imitativa dell’allievo, attraverso l’osservazione. Solo dopo aver acquisito una buona capacità di coordinazione ‘a vuoto’ si passa alle tecniche con il contatto di un partner d’allenamento. Di solito si inizia insegnando l’uso del bastone singolo, poi il maneggio del doppio bastone, quindi le mani nude. E’ opinione diffusa che le tecniche di coltello vengano insegnate solo agli allievi più anziani e selezionati, data la loro pericolosità. In realtà chi arriva ad un certo livello di destrezza con il bastone singolo è già piuttosto avviato ad essere un eccellente combattente di coltello, in quanto i concetti alla base dei movimenti e le strategie sono pressochè identici. Un grande pregio del Kali è di essere una delle poche arti marziali che fa grande di esercizi di “sensibilità”e fluidità. Si tratta di esercizi da eseguire in coppia, con o senza armi, che comprendono movimenti ripetitivi e ciclici di attacco/parata/controllo/risposta, a velocità crescente ed in maniera concatenata e fluida. Eccellenti per la coordinazione psicomotoria dei riflessi e lo sviluppo di automatismi.

2 Risposte a “Kali arnis eskrima”

  1. Michele Dice:

    Occhio a nn prenderne troppe…:-)

  2. Matteo Dice:

    Ciao Angelo, sono Matteo, l’amico di Michele che era venuto una volta ad allenarsi a casa tua ad inizio estate. Tutto bene? Complimenti per il tuo “percorso di crescita personale” (fisica, mentale e spirituale)! In quell’unico incontro ho avuto modo di apprezzare la tua preparazione tecnica e la tua serietà, lo dico sinceramente. Fra un mese compirò il mio primo anno di Escrima e non vedo l’ora di ricominciare gli allenamenti in palestra. Quest’estate mi sono allenato abbastanza con chiunque trovassi e credo di aver imparato di più negli ultimi due mesi che non in 9 mesi di allenamenti in palestra……nel senso che alcune cosucce incominciano a venirmi senza pensare e quindi riesco ad incamerare più nozioni e a metterle in pratica con meno confusione di quanto non avessi in precedenza. Resto comunque un misero principiante, ma con un po’ più di convinzione ed entusiasmo. Allenandomi sulle mura ho avuto l’occasione di conoscere Saverio ed Emanuele, tuoi compagni di corso, e di approfittare di quest’ultimo per farmi insegnare qualcosina e per correggermi. Da metà settembre incomincerò a seguire le lezioni di Kali di Andrea Bontempi a Occhiobello (compagno di studi dei tuoi due istruttori in gioventù che ho conosciuto a giugno) affiancandole agli allenamenti di Escrima coi miei due istruttori di quest’anno (chissà in quale palestra andremo a finire da ottobre!). Spero così di sfruttare quei due allenamenti in più per aggiungere un approccio un po’ più “tecnico” a quello più “da combattimento” che mi è stato insegnato finora. Detto questo ti saluto. Stammi bene e in bocca al lupo per tutte le tue cose.
    Matteo
    P.S. Quando hai bisogno di un “sacco umano da picchiare” per provare le tue tecniche di Silat chiamami pure. Se non ho impegni vengo volentieri ad imparare cose nuove.


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